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L’erede della “Spider” made by ALFA ROMEO, questa volta non deriva dalla “GT” ( come la vecchia versione derivava dal “GTV” ) ma dalla brera. Certo a noi italiani acquistare una cabrio in pieno inverno non ci passa neanche per la testa, ma oltre alle temperature miti di questi tempi, ci sono le strabilianti doti di quest’auto che potrebbero convincerci a cambiare idea. Derivata dalla “Brera” abbiamo detto, quindi le linee di forza della “Spider” non possono essere altro che magnifiche, un vero colpo di classe dato dalla matita di Pininfarina con un posteriore che trasmette un’aggressività degna di poche rivali.
Una due posti secchi, con il sedile infossato, radente il suolo, una vera sportiva oltre ad essere una vera cabrio. Qui non si parla di una coupè-cabriolet, con il tetto in vetroresina, ma di una cabrio con il tettuccio in tela ( doppio strato, rinforzato con fili d’acciaio ). Quindi c’è un vero bagagliaio dietro perchè il vano per piegare la cappotta è dietro i sedili.
Il 3.2 V6 poi, eroga 260 CV da vera sportiva, come detto in precedenza. A livello tecnico c’è un clima che sfiora l’eccelso, differenziale torsen, trasmissione integrale, e distribuzione della coppia 43-57 ( con il 43 % all’anteriore ). Un mix perfetto per aiutare l’inserimento in curva della “Spider”, capace di lasciare dietro molte concorrenti più potenti. Un punto debole però, è il peso, elemento molto influente sui consumi. Infatti la già poderosa scocca della “Brera” è stata rinforzata: il risultato sono 1830 kg a secco.

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