
Ferrari, come noto, ha un’ottima redditività. Il dettaglio che sfuggiva era il rapporto unitario di guadagno netto per ogni modello venduto, cifra che si approssima intorno ai 32.000 €uro. Nel 2006, la casa del Cavallino si è “limitata” a 5671 vetture vendute, lasciando a bocca asciutta tanti appassionati che attendono il loro esemplare. Limitata abbiamo detto, certo, perchè occorre forse ricordare che la Ferrari è l’unica factory automobilistica che vende il numero di vetture che vuol vendere, e non il più alto numero di vetture possibile. É una regola cariatidica, ma funziona ancora così: al momento della presentazione di un nuovo modello, vengono fatte le ordinazioni degli esemplari da produrre, questi poi saranno numerati e costruiti su misura, ma in numero inferiore di 1 rispetto alle ordinazioni. -Così- disse all’epoca il Cavalier Ferrari -Almeno un esemplare del modello successivo ha la vendita assicurata-. Ed è così che funziona ancora oggi, regola che vince non si cambia. Quindi si fanno i conti fra i profitti totali provenienti dalla vendita delle vetture stradali, dalla gestione del reparto Corse e dallo sviluppo del marchio, forte del remurativo mercato del merchandising. Così mentre in PORSCHE, diretti concorrenti, si applicano per ampliare la fetta di mercato ed i settori da coprire, si mormora di una piccola che andrà a scontrarsi con la BMW serie 1, a Maranello ci si stupisce della crescita del profitto che, rispetto al 2005, è salita del 16.5 %.
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