
I giapponesi spesso esagerano. La storia ci insegna che molteplici volte hanno fatto scuola al resto del mondo per quanto riguarda ardite preparazioni sulle Nissan Skyline che si avvicinano ai 900 cavalli, come sono conosciuti vari video di Lexus preparate riprese in paurosi drifting mentre eseguono una straordinaria frittura di gomme procedendo sull’asfalto con la stessa impressione di scivolare sul ghiaccio. A loro non fa differenza, di potenza, di freno a mano, o semplicemente giocando con il cambio di carico… basta che drifta! La sconcertante creazione di Hephaiss su base Porsche 996, infine, è certamente un corollario al teorema. La sua GT3, stilisticamente vicina a una macchina da pista, ha un mirabolante interruttore in abitacolo: rende lo scarico totalmente libero by-passando totalmente i silenziatori (la resa sonora ve la lasciamo immaginare). Recentemente, Hephaiss si è cimentato sulla Ferrari 360 Modena ma, curiosamente, sembra aver adottato una strategia tesa al massimo rispetto della berlinetta di Maranello. Come lui stesso ha spiegato, l’intenzione della preparazione è stata unicamente quella di affinare l’aerodinamica della vettura per renderla ancora più stabile alle alte velocità, lasciandone totalmente intonsa la superba meccanica (motore 8 cilindri, 3,6 litri, 400 Cv). Chiariamoci: non è avvenuta certo la stessa cosa come nel caso della trasformazione di una Ferrari Enzo nella sbalorditiva 612 P4/5. La 360 ha ricevuto un diffusore posteriore, un’esagerato convogliatore laterale e un nuovo musetto inferiore che non le donano certo una grazia e una possenza tali da rimanere entro adeguati limiti di eleganza e stile. Esteticamente magari non condivisibile, ma certo non si pò dir che passa inosservata.
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