Notizia che lascia tutti un po’ interdetti: dopo neanche tre mesi dall’approvazione del decreto Bianchi che fra l’altro proibiva la vendita di alcolici nelle discoteche dopo le 2, quasi in sordina e con un accordo bipartisan, la Commissione Trasporti della Camera ha approvato il testo definitivo della riforma, cancellando quel divieto mal digerito dai gestori di discoteche.
Si riusciva ad aggirare i problema con vendite abusive, è vero, ma c’è anche da considerare l’evidente segnale che la politica lancia alla popolazione!
Dopodichè c’è da considerare l’enorme calo che gli incidenti notturni hanno subito in questo trimestre, rispetto a quello dell’anno scorso: merito solo del decreto, non lo so, ma perchè cesarlo!
“Evidentemente le proteste della lobby dei gestori delle discoteche hanno sortito il loro effetto”, sostiene Carlo Giovanardi, deputato dell’Udc. In Commissione Trasporti invece, sono certi che il divieto non abbia inciso sul calo degli incidenti e che i buoni risultati siano da attribuirsi all’aumento considerevole dei controlli per le strade e davanti alle discoteche. Per Giovanardi resta un grave errore aver approvato la norma a ottobre per poi cambiare idea dopo soli tre mesi.
Ora viene da chiedersi se c’era davvero bisogno di accanirsic osì su un dettaglio si un decreto tanto utile!
One Response
Alessandro
febbraio 1st, 2008 at 1:04 pm
1Ah quindi sarebbe solo un piccolo dettaglio?
il proibizionismo non è mai servito a nulla, i libri di storia insegnano…
Questa legge è ridicola (uso il presente perchè questa legge è ancora valida, dato che non c’è stata la conferma di cancellazione da parte delle camere a causa della caduta di prodi). è ridicola perchè colpisce anche chi non guida. Ridicola e discriminatoria.
La gente beve comunque, o portandosi l’alcool da casa e bevendo nel parcheggio oppure ordinando caraffe prima delle 2 e bevendo quindi in maniera non controllata e con sregolatezza.
Gli unici che ci han perso con questo decreto son stati i locali stessi, con un -40% sugli incassi.
Una mazzata terribile e vergognosa, che colpisce un settore già in crisi da anni.
Saluti
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