Pur con un passo ridotto di sette centimetri rispetto alla berlina, la nuova Renault Laguna Coupé ha, comunque, dimensioni importanti. È lunga 4,64 metri, cioè più o meno come una BMW Serie 3 Coupé. Le porte, prive di cornice, danno accesso a un interno molto raffinato, merito della pelle e dei sedili, ampi e conformati in modo sportivo. La plancia e la strumentazione sono quelle della berlina; cambiano, però, i materiali e alcuni dettagli. Il posto guida è corretto, ben organizzato e con i comandi proprio dove devono essere, con l’eccezionde della plancetta del sistema multimediale sul tunnel centrale, che costringe a distogliere lo sguardo dalla strada.
A bordo della Coupé si vive bene, non c’è dubbio. L’abitacolo è perfettamente isolato, cosicché il confort acustico, anche a velocità elevata e con il diesel da 235 CV, risulta eccellente. Un gran bel motore questo nuovo V6. Potente, con tanta coppia (450 Nm) e, soprattutto, con un campo di utilizzazione particolarmente ampio: spinge forte già dai 1300-1400 giri/min e allunga fino a 5000 giri quando interviene il limitatore. Il tutto con una fluidità di marcia invidiabile, merito anche di un cambio automatico molto morbido negli innesti, ma poco sportivo.
Quel che più impressiona di questa Coupé, comunque è il comportamento. Il suo “segreto” sono le quattro ruote sterzanti (sistema 4Control), ma anche di un assetto decisamente rigido e molto ben calibrato. Ricordiamo che il dispositivo messo a punto dalla Renault prevede che le ruote posteriori girino in controfase rispetto a quelle anteriori fino a una velocità di 60 km/h (aspetto che migliora la maneggevolezza a bassa velocità) e in fase per velocità superiori, in modo da aumentare la stabilità di marcia. L’entità della sterzata è controllata unicamente dall’elettronica che, sulla base di un’innumerevole serie di sensori, decide il da farsi.
Abbiamo guidato la Coupé sui percorsi più vari e con impressioni sempre positive. A bassa velocità l’inserimento in curva è rapido, da sportiva, con un sottosterzo davvero limitato. Viceversa, mano a mano che si forza l’andatura, il retrotreno acquista un’incisività straordinaria, capace di rassicurare anche il guidatore meno esperto.

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