Pare che, finito il suo giro al Nürburgring, Walter Röhrl (guai a voi se non sapete chi è) sia sceso dalla nuova 911 GT3 con un sorriso cosi. Anche noi, dopo un giretto mattutino sulle strade a sud di Stoccarda, avevamo una bella espressione soddisfatta stampata sulla faccia. Fine delle analogie: lui è uno che le Porsche le porta al limite con la stessa naturalezza con la quale va in bicicletta. Noi un pò meno.

Anche perché le strade, belle da impazzire, erano aperte al traffico e pure un po’ umidicce. Ora, con quattro Michelin Pilot Sport Cup – gomme da mandare in temperatura anche solo per fare il tragitto casa-ufficio e che detestano l’acqua come un gatto – non è che si possa andare molto lontano nell’esplorazione dei limiti della più sportiva delle 911. Pazienza: se questa è una Porsche lo vedi anche e soprattutto quando guidi con il cervello acceso. E infatti… Cominciamo col dire che l’esperienza è sensoriale.

La nuova GT3 ti entra nelle ossa già quando l’accendi. E non è un modo di dire, se ti sei già infilato nei sedili strettissimi di fibra di carbonio. Vibra. La GT3 ha le vibrazioni di una macchina da corsa. La senti viva, insomma, coi nervi tesi, pronta a scattare come un felino che ha fiutato la preda. E ancora non hai fatto un metro… C’è poco da guardarsi attorno, nell’abitacolo: non ci sono orpelli né cromature; la plancia è rivestita di pelle, non per vezzo ma perché così è più leggera, e tutto quello che tocchi – volante, pomello del cambio, maniglie – è rivestito di un materiale ignifugo che ha l’aspetto della pelle scamosciata. La GT3 è morbida e calda come il tuo paio di pantofole preferito. Il tunnel centrale, intanto, ti ripropone il colore della carrozzeria. Come se i rivestimenti non ci fossero, un altro richiamo ai cockpit delle auto da competizione. In effetti, i rivestimenti è come se non ci fossero, a giudicare dal sound che arriva da dietro.
 
Uno strato di moquette sottile sottile copre le nudità della scocca più sexy in circolazione e non prova neppure a filtrare le infinite sfumature sonore del nuovo motore boxer a sei cilindri di 3.8 litri di cilindrata (Euro 5). Te lo senti addosso e dentro, accompagnato dalle sue good vibrations. Qualsiasi cosa tu stia toccando, perfino la leva del freno a mano, ti sta dicendo che oggi si fa sul serio. Il pedale della frizione è oggettivamente pesante, così come muovere la leva del cambio richiede uno sforzo supplementare: ha la corsa cortissima, gli innesti sono secchi e precisi, va manovrata con decisione, ma senza brutalità. Insomma, guidare così è coinvolgente, richiede quel minimo di impegno che ti tiene acceso e attento anche se non stai facendo il tempone. Che poi, invece, ti pare d’andare normalmente, ma appena butti uno sguardo sul tachimetro t’accorgi che stai andando molto più forte. È il bello della nuova GT3: infonde sicurezza, ci prendi confidenza più facilmente. E ti diverti molto di più.

Pensi alla vecchia GT3, poi a questa e provi a immaginarti la prossima: cosa potranno ancora inventarsi per migliorarla? Eh, sì: qui l’affinamento ha raggiunto livelli maniacali. Per dire: ci sono – a richiesta – i supporti del motore attivi, che sentono quando hai voglia di divertirti e s’irrigidiscono per bloccare l’unità propulsiva al suo posto ed evitare che “balli” nel vano motore. Un supporto tradizionale, per dire, si muove di 18 millimetri; quelli attivi della GT3 solo di tre. Per non dire dell’aerodinamica: a 300 all’ora questa GT3 produce un carico di 100 kg, contro i 25 della versione precedente. Un abisso, verrebbe da dire. E infatti: la GT3 è effettivamente qualcosa di molto diverso dalle 911 normali (ammesso che si possano definire tali anche quelle più civili).

E non sono i 435 cavalli a 7600 giri o la coppia massima di 430 Nm a 6250 a fare la differenza, ma “come” questi valori vengono espressi. A cominciare dall’allungo: avete presente quando si dice un motore che non finisce mai? Ecco, quello… In terza si passano di slancio i 160: immaginatevi con le altre tre marce. Le prime consegne della nuova GT3 sono previste già nel mese di maggio. La condizione per averne una è di disporre di 118.860 euro (Ipt esclusa). I primi, perché c’è una lista di accessori racing ai quali è davvero difficile rinunciare.

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